Le Sedi Provinciali

Troppe tasse ostacolano la cessione d’impresa

Troppe tasse ostacolano la cessione d’impresa

Per la CNA servono un regime fiscale più leggero e meno burocrazia

“La fase del ricambio generazionale è un momento di elevato rischio per la sopravvivenza delle piccole imprese e delle imprese artigiane – spiega il presidente della CNA Piemonte Nord Donato Telesca – soprattutto quando il passaggio non è garantito dalla presenza di figli interessati a proseguire l’attività familiare. Il nostro Paese non può permettersi di disperdere questa ricchezza. I dati relativi al 2015 ancora negativi dell’Albo artigiani nelle province di Novara, Vercelli e VCO, a causa dell’elevato numero di cessazioni rispetto all’esiguo numero delle nuove attività, rappresentano una vera e propria emergenza. Questa emergenza è causata anche da difficoltà e da veri e propri ostacoli che impediscono agli imprenditori di affrontare il passaggio generazionale”. Ecco le proposte della CNA per arginare il problema.
Secondo la Commissione europea solo il 33% del totale delle imprese arriva alla seconda generazione e appena il 15% alla terza e secondo le stime dell’OCSE l’attuale disciplina fiscale sulla cessione d’impresa mette a rischio oltre 600mila imprese nei prossimi dieci anni. Un vero peccato e un grave danno per la nostra economia. Il problema è quindi molto serio.

“Il rischio di chiusura delle imprese potrebbe essere superato – spiega il direttore della CNA Piemonte Nord Elio Medina – con la trasformazione del trattamento fiscale previsto per la cessione d’impresa, che oggi comporta la tassazione delle plusvalenze per chi vende e del valore dell’azienda per chi acquista, in quello previsto per il conferimento d’azienda, che avviene in neutralità d’imposta. In questo caso chi cede non è soggetto a tassazione sulla plusvalenza e chi acquisisce l’impresa è sottoposto a tassazione agevolata. Inoltre, per completare il quadro, è necessario ridurre le procedure burocratiche che comportano ulteriori costi e tempi molto lunghi. Sarebbe una piccola rivoluzione che permetterebbe agli imprenditori di lasciare la propria impresa senza essere obbligati a svenarsi per il fisco. Le perdite per l’erario verrebbero così compensate dai nuovi redditi e dalle nuove entrate tributarie garantite dall’attività imprenditoriale che prosegue. Lo Stato non avrebbe perdite bensì dei benefici”.