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Siamo sicuri, ripartiamo. Le iniziative CNA per chiedere di riaprire in sicurezza le attività ancora chiuse per le misure anti Covid-19

Siamo sicuri, ripartiamo. Le iniziative CNA per chiedere di riaprire in sicurezza le attività ancora chiuse per le misure anti Covid-19

Ci sarà anche una rappresentanza di CNA Piemonte Nord venerdì 9 aprile alle 11 al presidio in Piazza Castello a Torino, organizzato da CNA regionale, per chiedere ai parlamentari piemontesi, al Governo, alla Regione Piemonte, alla Conferenza Stato-Regioni di allentare la politica delle restrizioni e di focalizzare l’attenzione su controlli, campagna vaccinale, moratorie bancarie e ristori congrui.

CNA chiede di ripartire in sicurezza. Chiede fiducia perché gli imprenditori rispettano regole e protocolli e il calo dei contagi sul luogo di lavoro registrato negli ultimi mesi lo dimostra. Alla luce di questo, la nostra richiesta è una sola: ‘Ripartiamo insieme’.

CNA Piemonte Nord sarà presente con una delegazione composta da quattro artigiani e commercianti dei settori ancora chiusi per le restrizioni anti Covid 19, insieme al direttore Marco Pasquino e alla responsabile Area Sindacale Maria Grazia Pedrini.

Intanto, a livello nazionale, CNA durante l’audizione in Commissione Bilancio del Senato sul Decreto Sostegni, ha chiesto di sostituire la tagliola del 30%, prevista per l’accesso ai contributi, con un meccanismo di decalage che riduca progressivamente il beneficio, ma ampliando la platea dei beneficiari. CNA ha chiesto inoltre di prorogare alcune delle misure straordinarie in scadenza al 30 giugno, come le moratorie sui prestiti e il sistema di garanzie pubbliche, oltre che rivitalizzare il sistema dei Confidi.

Sul fisco, CNA invita il Parlamento a prolungare lo slittamento dei termini di versamento delle cartelle, riconoscendo la possibilità di pagamenti rateali. Sul tema lavoro, infine, chiede una nuova normativa più flessibile.

CNA Piemonte Nord in questi ultimi giorni ha intrapreso e promosso altre inziative per spingere Governo e Parlamento ad adottare nuovi provvedimenti che possano permettere, in particolare, alle attività del settore acconciatura ed estetica di riaprire anche nelle zone rosse e per spingere verso al riapertura in sicurezza delle attività nell’ambito della ristorazione.

Una petizione per il settore del benessere

CNA Piemonte Nord ha aderito e promosso la petizione lanciata a livello nazionale dalla Confederazione insieme alle altre associazioni di categoria, diretta al Presidente del Consiglio e al Governo per chiedere che le imprese di questo settore siano autorizzate a riaprire anche nelle zone rosse.

I saloni di acconciatura e i centri estetici sono infatti luoghi sicuri per i clienti, dipendenti e titolari. La loro chiusura apre invece la strada agli abusivi, che approfittano dei divieti per entrare nelle case senza rispettare alcuna misura di sicurezza, con il rischio che il virus si diffonda più facilmente.

I provvedimenti del Governo hanno prima imposto alle imprese del settore di adeguarsi a loro spese ai protocolli anti Covid e poi le hanno costrette a nuove, insostenibili chiusure, nonostante queste attività non abbiano rappresentato fonte di contagio, perché lavorano su appuntamento e non generano assembramenti.

L’intervento per il settore della ristorazione

CNA Piemonte Nord ha inviato ai parlamentari eletti nei collegi territoriali locali un documento sottoscritto unitariamente con le altre associazioni dell’artigianato e delle piccole imprese a livello nazionale, per chiedere la riapertura in sicurezza delle attività di ristorazione.

L’evidenza epidemiologica non può imputare a queste imprese la trasmissione del virus, che è rimasta alta da prima di Natale, da quando queste attività in pratica sono chiuse. Il documento è stato predisposto per presentare le nostre proposte concrete per consentire la ripresa dell’attività in piena sicurezza, con particolare riferimento a bar, ristoranti e attività di catering.

Sul territorio delle tre province Novara, Vercelli e VCO, sono coinvolte circa 3.350 imprese con un indotto considerevole nel comparto della produzione agroalimentare e in svariati servizi, come le lavanderie industriali, le imprese di pulizia. Il settore è allo stremo, non regge più questa situazione, sono migliaia i posti di lavoro a rischio che non possono essere ignorati.

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